Quando due ruote non bastano… rispondiamo alla pubblicità che segna il sorpasso della bici sull’auto.

Da un po’ di tempo a sta parte la bicicletta sta vivendo una nuova stagione nella quale è percepita non solo come mezzo efficiente e pulito ma anche come oggetto simbolo di uno stile di vita invidiabile.

L’industria automobilistica da sempre punta alla nostra sfera emotiva, non potendo di certo puntare molto sull’aspetto razionale del mezzo ma, ancora di più, sapendo perfettamente che non c’è razionalità che tenga di fronte al desiderio.

La potenza di persuasione dell’industria automobilistica lascia in cantucci defilati cifre e dati nella comunicazione con i potenziali clienti; evoca paesaggi mozzafiato, città ipertecnologiche con viali pieni di pedoni che ammaliati guardano passare l’unica auto in circolazione, donne inarrivabili che accarezzano il volante di un gigantesco gippone addomesticato: l’elenco sarebbe lunghissimo e comunque riassumibile in questo: emozioni, e di tipo viscerale per giunta.

La sfera del desiderio e delle emozioni, nel campo della mobilità, non è più, da qualche tempo a questa parte, il regno incontrastato del motore a scoppio perché, a mio avviso, una parte di quello che chiamiamo – generalizzando ampiamente – ambientalismo, ha messo da parte, a sua volta, la razionalità dei rompiballe e punta diritto alla pancia della gente.

Una parte ancora molto esigua dell’ambientalismo – nemmeno riconducibile forse ad esso – che tuttavia convince molto più di inoppugnabili testi scientifici prodotti negli ultimi 40 anni da prestigiose associazioni, fondazioni, circoli e organismi internazionali pluriaccreditati, ha colto finalmente la lezione: “ La sopravvivenza non interessa concretamente l’anima umana; la risposta del cuore è glaciale”i ; messa da parte la razionalità puntano sull’emozione: andare in bici è la distinzione in mezzo ad un mare di lamiera, rischiare tutti i giorni la vita sulla strada in bici è molto più divertente che rischiarla in auto, giocare con la bici è una promessa che si mantiene ogni giorno e che lascia basito l’automobilista impotente nella sua auto che gli può dare solo suoni o immagini virtuali…Per farla brevre un ciclista per strada nell’ora di punta inizia ad essere percepito anche dagli automobilisti come uno con le palle…con più palle! Se poi è una donna che zigzaga tra gli interstizi metallici dei massificati questi cominciano a farsi due domande sulle promesse emotive ampiamente non mantenute dal mezzo che stanno conducendo.

Ed è un segno dei tempi che stanno mutando se un brand, notoriamente con poco appeal, si rivolga proprio a quella massa di persone che inizia a valutare il fatto che forse si può fare a meno dell’auto, quei ggiovani maschi che, un po’ per necessità, un po’ per convinzione, potrebbero prendere in seria considerazione l’idea di non possedere un’auto e continuare ad usare la bici anche, perchè no, per presentarsi ad un primo appuntamento. Il brand alla ricerca di clientela ggiovane, in cerca di rivalutazione e con la linea teutonica, ti dice, con la grammatica delle immagini: Attento ggiovane maschio italico! Anche il più fico dei ciclisti televisionati va ignominiosamente in bianco nei suoi approcci sessuali presentandosi in bicicletta. Non ti occorre una fuoriserie, nooo, basta una nostra auto che i tedeschi hanno reso simile alle loro! Ecco l’happy end, i due che se ne vanno veloci a bordo del nostro bel mezzo alla tua portata.

Un video pubblicitario che insomma mostra il fianco…E allora diamoci dentro e colpiamo a più non posso! Le cose stanno cambiando, ma dentro l’auto chi ti vede? Il glamour scende dall’auto!

Grazie a Luca per le foto e a Danila e soci per le” pose” glam  (proprio ieri sera dicevo al fotografo che non avrei mai trovato un argomento per postarle!)

iGuido Ceronetti, La carta è stanca, Adelphi.

CicloReclame: abbatti i costi della pubblicità, raggiungi tutti quelli che vanno a farsi una vasca in centro

A Bassano c’è una nuova forma di pubblicità; la CicloReclame.

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Ci siamo dati da fare, qui a CicloAzione, per proporre una pubblicità in bicicletta con mezzi e modalità belli e puliti. Crediamo che il centro di una città come Bassano, che attrae tanti turisti e tanta popiolazione dal circondario, sia un buon luogo dove fare advertidsing, per grandi, medie e piccole aziende ed enti territoriali.

Contattaci per un preventivo!

13-12-13 CicloAzione si presenta

Due o tre cosette le abbiamo definite ed ora vogliamo condividerle con Voi, donne e uomini ciclisti urbani  più o meno convinti.

Per questo vi invitiamo a partecipare a una serata dedicata alle azioni (quelle che volete) mosse naturalmente e alle macchine a pedali che le potenziano.

Incontriamoci all’Urban Center di Bassano, sotto il palazzo Sturm, sulla riva della Brenta.

Venerdì 13 Dicembre, dalle ore 18.30′.

Ogni quarto d’ora presenteremo l’associazione e le azioni che stiamo intraprendendo.

Alle 19.30′ inizieremo il gioco notturno in bici, alla ricerca del triciclo illuminato: da qualche parte, dentro alle mura, un triciclo da carico si aggirerà, piccoli premi da ciclista urbano ai primi che lo troveranno e lo seguiranno.

Una volta che tutti i giocatori avranno raggiunto il triciclo ci facciamo 2 birre, una cantata e ci raccontiamo progetti e avventure sui pedali.

Portate con voi la bici e:

un bicchiere se non vi va di bere dalla lattina; se volete qualche cosa da sgranocchiare e condividere…

Tutto quello che serve per essere regolari su strada di notte e magari anche di più, tanto per fare un po’ di casino e colore!

La città è già tutta ciclabile, da sempre!

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Lunedì sera: ad incrociare automobilisti in bici per necessità

Diminuisce il traffico e aumentano i ciclisti, lo vedo in questi primi giorni di freddo, questa sera tornando a casa sulla statale non avevo una costante sfilza di mezzi motorizzati a farmi compagnia. Al contrario ho incrociato più di un ciclista imbacuccato o vestito alla “me ne frego” !

Non è, primariamente, una questione di stile, si tratta di proteggersi.

Credo che molte persone oneste, in questi giorni di ridimensionamento delle risorse economiche disponibili, abbiano ripreso l’uso della bicicletta per andare al lavoro; così, improvvisando, si vestono con gli indumenti a disposizi

Sui Bastioni di Palmanova
Sui Bastioni di Palmanova

one, prendono la vecchia mountain bike e, dopo un veloce rimessaggio partono, magari senza luci. Sono questi i ciclisti che incontro per la statale, al ritorno dal lavoro.

Bisogna iniziare con una domanda impegnativa, ma è il caso di farlo visto che le nostre vite cambieranno di molto nel corso dei prossimi anni: subire o agire il cambiamento?

Una nota catena di supermercati ci consiglia di non cambiare stile di vita, ci consiglia di cambiare supermercato.

Io credo proprio al contrario!

E’ ineludibile un profondo cambiamento nel nostro stile di vita se vogliamo trasformare questa maledetta crisi in una risorsa! E, a mio parere, Il primo cambiamento passa da quanto e come ci muoviamo sul territorio, su quanta e quale zavorra siamo cap

aci di eliminare.

Se continuo a considerare l’auto come uno status symbol, ma la mantengo al caldo in garage perché non ho più le risorse per andarci al lavoro, e al lavoro ci vado in bici, sarà molto probabile apparire come un miserabile ciclista ed anche esserlo! La situazione diventa drammatica quando torno di notte, perché, usando la bici come ripiego, non sarò equipaggiato con strumenti e luci adeguate e semplicemente non apparirò sulla strada, pur essendoci! Con le nefaste conseguenze che potete ben immaginare.

Se decido di andare al lavoro in bici per risparmiare e continuo a possedere un’automobile, il mio risparmio va tutto nel mantenimento di un mezzo a motore fermo per la maggior parte della settimana, impedendomi di investire, economicamente ed anche emotivamente, sul mio nuovo modo di muovermi. Mi espongo, così, ad una serie di difficoltà pericolose ed inutili e a continuare ad investire – l’auto costa anche se non in esercizio – in qualcosa di molto grosso e dispendioso che utilizzo

solo come simbolo della perduta capacità di acquisto…un bel po’ pesante come simbolo, non vi pare?

Sbarazzarsi dell’auto, che sta inesorabilmente invecchiando e perdendo mercato in garage, sarà sempre più difficile nei tempi venturi! Fatelo presto!

Investite in una buona e versatile, magari anche bella, bicicletta, in ottimi sistemi di protezione sulla strada e in abbigliamento adeguato ad affrontare tutte le condizioni meteo e, perché no? Cambiate status symbol! Con una utilitaria di 5 anni sei uno

sfigato, con una bella bici un tipo giusto! Tempo poche settimane e ritornerete ricchi! Di tempo, salute, buonumore e con qualche risparmio in più! Senza contare che utilizzando la bici per scelta e non più per necessità non sarete più automobilisti in bici ma ciclisti veri…inizierete a vedere ciò che vi circonda con occhi e cuore diversi!

Continuare a possedere personalmente un auto e usare la bici per andare al lavoro, perché non vi potete permettere di andarci in auto, vi mette in una condizione estremamente triste, contraddittoria ma, soprattutto, pericolosa…col vostro misero equipaggiamento( i pochi soldi li dovete spendere per pagare l’assicurazione dell’auto m

ica per comprarvi cazzate da ciclisti!) vi beccherete un malanno al primo acquazzone e la vostra lucetta con la pila scarica non vi aiuterà con l’automobilista distratto  e veloce, che finalmente può correre, che non ci sono più le colonne di un tempo e una multa ogni tanto può anche permettersela!

Abbandonate l’auto personale! Se proprio non potete farne a meno condividetene una con chi vi piace! E diventate dei signori ciclisti, non dei miserabili delle due ruote…bastano poche risorse! Ne va della vostra sicurezza! E del vostro umore!

Che ne dite?

Il giorno di San Martino

Il giorno di San Martino, così, un po' per caso, Vittorio, uno di CicloAzione, parte con la prima vera azione!
Porterà i medicinali a chi non può permettersi di uscire di casa, non ha regolarmente chi ci pensa, e non ha risorse 
per pagare costantemente un corriere...
Ci piace pensare che la partenza del servizio, in questo giorno dedicato alla condivisione, sia di buon auspicio. 
Si, non è una cosa gran fica, non fa le acrobazie o il giro dell'Alaska senza freni e a "ruota alta"...fa di più e, 
superata una certa soglia, non sei più trendy...
Stai facendo semplicemente la cosa giusta!
In bocca al lupo Vittorio...E grazie!

Sotto il foglio informativo
Gli effetti collaterali - se ce ne saranno -  ve li comunicheremo 
dopo 2 mesi di sperimentazione.

volantino e regolamento FarmaCiclovolantino e regolamento FarmaCiclo2

Tra poco parte FarmaCiclo

2013-09-21 18.11.31Vittorio, uno di CicloAzione,  presto inizierà a portare un aiuto concreto a chi non può muoversi di casa e magari non può contare su una rete fitta di parenti e amici per procurarsi i farmaci o dei referti medici.

Proveremo il servizio, in via sperimentale, per almeno 2 mesi, in parte del territorio dei comuni compresi tra  Bassano, Cassola e Romano.

Prima di iniziare accettiamo suggerimenti!

Aiutateci a partire con il pedale giusto!

Nel PDF tutte le informazioni, in bozza, sul servizio.

volantino e regolamento FarmaCiclo

GRAZIE!

VENERDÌ POMERIGGIO

Il fine settimana perfetto è quello che sta per arrivare!

Ah! Meraviglioso venerdì pomeriggio di sole autunnale! Non son sempre mica bombe d’acqua! Perchè diavolo andare a prendere la parte giovane della famiglia, nelle varie istituzioni assegnategli, senza unire l’utile e il dilettevole? Vediamo…Devo fare 4 cose (vabbé, devo farne una botta di cose, ma è venerdì pomeriggio, possono aspettare fino a lunedi quasi tutte.)…Accontentare la parte più anziana dell’attuale famiglia acquistando al mercatino a km zero del radicchio variegato, tassativamente al banco di quello che viene dalla bassa trevigiana (consigliatissimo dal club delle nonne!), andare a fare la spesa di verdura bio alla fattoria di Sant’Eulalia, e non al mercatino, altrimenti il giro è troppo corto; prima ancora, recuperatre il primogenito all’asilo, portando a spasso il secondogenito non ancora duenne. Moglie al lavoro con possibilità di interferire nelle scelte pari a zero, voglia di fare una pedalata…prendo il Big! Cos’è il Big? E’ un triciclo! Non vi sto ad annoiare sulle sue caratteristiche…Per adesso vi basti il nome e il fatto che l’ho sognato per anni! Porto anche la Berta? No dai, sono altri 25 kg di cane, non esageriamo!

Ore 15.50′ bimbo piccolo cinturizzato, ore 16.03′ bimbo grande recuperato! 15 minuti di altalena nel  kindergarten e di cioccolatini con più latte e meno cacao manco l’ombra! Ho dimenticato la merenda! Frego due mele avizzite dal cesto della frutta avanzata dal pranzo del lunedì e, mentre sgranocchiano, parto con i pargoli alla volta di Sant’Eulalia, che per arrivare c’è ancora un po’ di quella campagna che tutti i Veneti invidiano ai Trevisani…campagna in salita, che punta dritta al Grappa. Tra il mio peso, quello dei bambini e quello del mezzo siamo sui 150 kg da portare per una pendenza iinvisibile e carogna, roba che quando scendi, con quel peso, fai i 40 all’ora senza toccare i pedali  ma i freni si! Altrimenti vai anche più forte! Quando sono arrivato in fattoria?…E che ne so? Persa la cognizione del tempo (quanto mi fa bene!) fino a quando me l’ha fatta ritrovare repentinamente la mia consorte, una volta giunto al termine della scorribanda in triciclo con i miei piccoli complici!

2013-10-18 17.04.08

Peperoni, radicchio, capucci, verze, cavoli, finocchi, patate e cipolle, preso tutto e speso meno che al Tonsanto! Si si, a casa facciamo la Ratatuja come il topino! Al ritorno si vola in discesa e fa anche un po’ freddo..e non sia mai che vado pedalando senza almeno un tratto con il valore aggiunto della privazione del manto di bitume…svicolo per la Piovega all’altezza dell’Oasi di San Daniele e mi dirigo verso Liedolo con i due giannizzeri che traballano sulla panca…col triciclo è molto fico fare le curve un po’ veloci… stile sydecar! Nel frattempo di merende neanche l’ombra! I due piccoli dell’orda in triciclo annaspano nella borsa della spesa, uno pesca un piccolo finocchio e comincia a sgranocchiare…L’altro prende un melograno e imita il fratello: se la donna vede quello che sta mangiando il piccolino mi fucila sul posto! Che meraviglia! Un mio amico direbbe “Libertè toujours”, dal sarcastico motto stampigliato sulle bionde d’oltralpe. Eccoci al mercatino del KM zero. Nascondo il borsone di verzura sotto la panca del Big…non vorrei mai mi accusassero di estremismo radical…in fin dei conti… a fare il presuntuoso…le uniche verdure integralmente a km zero in quel mercato sono quelle che trasporto io, le altre sono a km pochi! Prendo il radicchio sublime, nel frattempo uno vede i biscotti del forno a legna e l’altro le fragoline di serra…massì è venerdì! Queste cose le posso pure fare…mica c’ho la macchina che mi mangia mezzo stipendio! E ho ancora un piccolo stipendio!  E poi…è solo ancora  venerdì, le previsioni n2013-10-18 17.05.33on sono malaccio, si preannuncia un fine settimana coi fiocchi, forse il migliore da quando sono nato e no;  nessuno ha preso la bronchite!

MARTEDÌ

Portare tutto quello che pensi possa servire…niente di più!

 

Puoi anche avere una bici speciale, che ti permetta di trasportare il materiale che ti serve ma, in ogni caso, la macchina viene sempre azionata dai tuoi muscoli! Non ci sono storie, per quanto capienti siano le borse della tua bici dovrai essere essenziale per evitare di compiere lavoro per nulla.

Ute carica 2

Caricare una long tail – si chiamano così le bici lunghe ideate per portare molto, pesare poco ed essere maneggevoli quasi come una mtb – non è esattamente come sbattere il materiale nel bagagliaio dell’auto: mentre carichi pesante devi valutare bene la disposizione dei pesi e dei volumi per evitare sbilanciamenti poco simpatici da avvertire durante la marcia in statale. Quando vedo sul web tutti sti bell’imbusti che vanno in bici e ne decantano i vantaggi mi sento una schifezza…Sono sempre belli freschi, quasi sempre hanno una bici minimalista sotto il sedere – una fissa o una “vorrei ma non posso” con il cambio interno al mozzo, non si portano dietro nulla, nemmeno un fagottino sulla schiena che denoti un impermeabile di nylon…secondo me, scusate se lo dico, ma fanno un po’ finta! Nella vita di tutti i giorni io porto roba e creature avanti e indietro, col sole o con la pioggia…E non faccio il corriere, nemmeno l’autista dello scuolabus! Almeno uno zainetto ce l’ho sempre con me! Comunque, tornando al CARICO, me ne vado al lavoro bello pesante oggi e, al ritorno, mi fermo a fare scorta di birre (almeno 2 cartoni da 24 lattine da mezzo; prima che aumentino i prezzi, come si vocifera in giro (che vuol dire “come si posta nel web”).

Un viaggio due servizi…Eccerto che mi ricordo…ho tutto il tempo e la tranquillità per farlo, una volta in sella!

LUNEDÌ MATTINA

Sorridi a bocca chiusa, la pioggia spesso è acida!2013-10-07 10.49.34

 

Un lunedì mattina non può che iniziare con la pioggia! Le innumerevoli solatie mattine del primo giorno della settimana, che magari si sono susseguite ininterrotte per mesi, diventano un vago ricordo d’infanzia dopo due lunedì consecutivi di pioggia! Per fortuna che al lavoro andrò in bicicletta! Quelli che vanno sempre in auto la maledizione la portano sempre con loro, con la pioggia tutto è ancora più rallentato e caotico: invito tutti ad una preghiera per questa gigantesca categoria di persone prostrate nello spirito e nel corpo, che presto dovranno trovare un modo alternativo per muoversi, lo dovranno fare repentinamente, senza risorse e per forza….e allora non sarà piacevole!

Quelli che proprio non capisco sono i ciclisti del sole, quelli che, se piove, prendono l’auto; oppure gli sportivi, che il giorno prima sono stati immersi nella palta, al freddo, per una gara di ciclocross, che si sono beati di questa voluttà e di cui, il giorno dopo si privano!

Con la pioggia e con un minimo di attrezzatura – che non sto qui ad elencare per non offendere l’intelligenza degli eventuali lettori – spostarsi a pedali diventa ancora più conveniente. Nei giorni di pioggia il traffico aumenta vertiginosamente, il lunedì poi, dove tutti hanno in mente grandi progetti per il futuro della settimana lavorativa, schizzare tra asfalto bagnato,lamiere veloci e telonati schioccanti al vento, ti fa arrivare al lavoro raggiante! Anche questa mattina non ti hanno ucciso! Sei arrivato prima di chiunque mantenendo costanti spazio e tempo! Entrare nella gabbia di matti dove lavori, inguainato nei tuoi indumenti waterproof stillanti e con sotto braccio il casco ti fa sentire un novello San Giorgio… che hai voglia un solo drago!

Strap! Zip e swish! Metti tutto ad asciugare in un angolino che ti sei ricavato e sotto sei asciutto! Solo se le cataratte si sono riversate sopra di te o i km sono molti sei un po’ bagnato ma, anche in questo caso, l’asciugatura sarà rapida se non ti vesti come Barbie o Ken!

Io faccio uno di quei lavori dove capita di avere dei “buchi”, penso sia comune a tanti lavori, anche se vuoi non puoi lavorare per mille problemi…l’ho detto, è una gabbia di matti (nel senso buono eh eh!)! Allora lascio tutti, mi inguaino di nuovo e vado a farmi un caffè in centro…è così rilassante il centro nei lunedì piovosi!

Si, lo so, con l’auto avrei potuto fare tante cose, si, immaginare di poter fare la spesa, passare per casa a scaricarla, portare il cane dal veterinario e passare in posta, si, prima di tutto ti fermi in posta, diamine siamo o no efficienti ? E’ il primo posto che incontri lungo la tua road map! Allora cerchi, per l’eternità, fatta di 8 minuti di improperi nei confronti di centinaia di nullafacenti che hanno l’auto ma non la smuovono mai dal suolo pubblico, e non lasciano lavorare la gente che lavora lavornado bene, un parcheggio. Finalmente un mentecatto se ne sta andando con lentezza inenarrabile, parcheggi, percorri i 30 metri che ti separano dall’ufficio del fottuto telegrafo maledicendo la pioggia che bagna la terra, entri e ti trovi ultimo di una massa di silenziosi e agguerritissimi pensionati che non hanno tempo da perdere, guardi la macchinetta gialla dispensatrice del bigliettino che sta virando sul verde! Torni sui tuoi passi ed è già passato anche il punto di non ritorno temporale…con un senso di frustrazione che ti accompagnerà, nel migliore dei casi , anche per tutto il soleggiato martedì, torni a prendere il tuo bolide e un piede su una pozzanghera ti farà smaniare fino a quando, all’ingresso della gabbia, ti ricomporrai…i matti, si sa, fingono tutti di essere persone affidabili e serie, sopportano pure calzini di filo di Scozia fradici fino a sera!

Invece, in realtà sono in bici e piove, non posso fare un cribbio! Vado a farmi un caffè (!!??), qualche posticino intorno, un po’ meno triste, lo si trova sempre.

Il lunedì mattina, andare al lavoro, sotto la pioggia in bicicletta…Gli schiavi del motore le prime volte ti guardano sconvolti, poi ti ignorano masticando amaro…Arrivi col sorriso e col sorriso te ne vai; ti aspetta ancora una bella pedalata fino a casa! Almeno 20 minuti di relax, non 5′ dentro una bara con la musica…con un motore, quando hai fretta, arrivi sempre troppo tardi e quando vuoi prendertela comoda arrivi sempre troppo presto.

A Lunedì pomeriggio!

Alessio Zago

DOMENICA MATTINA

Affari al mercato di Crespano

Kona Ute e Nihola Big parcheggiati al mercato di Crespano
Kona Ute e Nihola Big parcheggiati al mercato di Crespano

Alla Domenica mattina a Crespano del Grappa c’è il mercato.

Inforcare i nostri mezzi a pedali, caricarci la prole e partire per questo paese sotto l’Ardosa, fare la spesa, e magari prendere messa se arriviamo in tempo, è sempre un piacere, anche quando il cielo non promette bene…basta essere preparati anche all’eventualità di essere strigliati da un acquazzone.

Se venite da sud, o da occidente, una volta raggiunto Liedolo il paesaggio diventa di una dolce bellezza che ti viene da piangere, pensando che fino a pochi decenni fa tutta la regione era, se non così bella, almeno simile! La strada è in leggera salita, che diventa pesante se ti porti nel mezzo o tiri anche 40 kg di figliolanza più gli accessori vari: un’ottima alternativa all’allenamento del ciclista con moglie abbastanza sportiva e figli non ancora cresciuti e impazienti.

Una volta arrivati si capita in un mercato di vastità considerevole, affollato da tutte le genti che in questi anni abitano quella parte di Pedemontana: Veneti e Italiani foresti, Europei della zona dei Balcani, Africani, Asiatici e anche rappresentanti delle Americhe…eppure qualche turista anglofono! Ho sentito alcuni “mugunare”, ma io lo vedo qui il Veneto! Una entità di genti e territorio, da sempre costretta in istituzioni che accetta per buon vivere ma non fa sue per superarle, che ha percorso decine di secoli, mantenendo una identità fluida, inclusiva e aperta, che ha assistito all’avvento e al disfacimento di istituzioni potenti e longeve …Sarà pure un Veneto bottegaro e mercantile, che non guarda in faccia a nessuno e fa affari con tutti…Ma da qualche parte bisogna pure partire; l’interesse personale o di gruppo ha sempre tenuto al riparo i nostri antenati dallo stupido razzismo che tanti danni ha fatto negli ultimi decenni da ste bande. Quando sono a Crespano, la Domenica mattina, mi pare di stare nell’antica Adria, quell’avamposto commerciale verso la selvaggia Europa qualche millennio fa, dove assieme vivevano Veneti, Etruschi, Greci, Celti e – lo testimonia il Museo Nazionale Cittadino – per moltissimo tempo, i pezzi di metallo più pericolosi in circolazione furono gli spiedi.

Partite una Domenica mattina alla volta di Crespano in bici con tutta la famiglia!

Non aspettate sempre le biciclettate organizzate per muovere quello che non scrivo altrimenti il pezzo mi scade!

Andateci con  calma e arriverete felici; sarete nel migliore degli stati d’animo per godere la vicinanza di gente vera, da tutto il mondo…E si fanno anche ottimi affari!

Alessio Zago