Ardosa

Ardosa

“Tanta roba in ogni dove!”

Jpeg
Pausa sulla salita al Col dei Baldi da Alleghe

Finalmente superato il  fantastico test del Veneto Trail, posso proporre il  primo mezzo a pedali realizzato tra associati e finanziato dal sottoscritto.

Nell’imbarcarmi in questa cicloazione avevo diversi obiettivi: realizzare un mezzo capace di trasportare tanta roba senza sbattimenti di borse e borsette, in grado di viaggiare a lungo, di affrontare qualsiasi terreno, per necessità o diletto, sempre cavalcando un mezzo godurioso, e con pesi e costi accessibili, tanto da poter essere utilizzato da qualsiasi ciclista, o rider,  minimamente degno di questo nome: mi sembra di avercela fatta!

Ardosa 360°

Da qualche anno osservavo delle long tail fat bike prodotte da artigiani del Nord America ma i costi di importazione risultavano proibitivi e i materiali – principalmente leghe di acciaio – resistenti ma, a mio parere, troppo pesanti; lo scorso anno un gruppo bello grosso dai brand famosi – almeno nella fascia delle bici “fuori dal coro” – ma ben dentro al core businnes – ha iniziato a sfornare long tail fat di serie ed è stato desiderio a prima vista ma, non sono più un adolescente e, anche se magari mi frego la passione, son divenuto un vecchiaccio calcolatore; quindi mi son detto: “ Vecchio mio! Con tutta la brava gente qui intorno che fa telai, ruote e carpenteria metallica, vuoi vedere che non trovi qualcuno disposto a lavorare su un progetto di biciclettona lunga e con le ruote grosse? Magari ti devi sbattere per mesi, magari ti viene, se non meglio, almeno più vicina a quello che chiedi tu ad una long tail, sicuramente più leggera se non più resistente e, forse, si riesce a realizzarla con costi sensibilmente inferiori rispetto a quanto chiedono per quelle belle e pronte!… E magari le saldature le fanno un bel po’ meno ignoranti qui!”.

Così una sera di circa due anni fa attraversai il mio piccolissimo e limitato Rubicone e decisi di intraprendere la strada della realizzazione. Iniziai a studiare tutti i modelli disponibili in rete, interpellai gente che ne sa molto più di me e iniziai a disegnare i primi schizzi.

Finalmente con le idee chiare su ciò che volevo, eccomi a rompere le balle a decine di imprenditori. Un “viaggio” lungo e affascinante: parlare nella propria lingua madre con un ampia scelta di interlocutori necessari, nel raggio di pochi km, non è proprio una possibilità che si verifica in molte zone del pianeta! Per farla breve, dopo prove, errori, tentativi, discussioni,rifiuti e pazienza – da parte di tutti – il mezzo ha visto la luce grazie allo spirito pionieristico di pochi interlocutori, che hanno accettato di trasformare delle idee in un oggetto concreto! Naturalmente ho sforato di brutto i tempi previsti ma mi ero imposto di non aver fretta, doveva esser fatto tutto con la massima cura possibile e con il minor impegno finanziario, seguendo il buon vecchio detto autoctono: “Co poco se fa tanto!”.

Ardosa marcia!

Ma basta con le lungaggini, descrivo un po’ la bici!

L’aspetto che caratterizza maggiormente “Ardosa” – il mezzo si chiama così e più sotto ne spiego il perché – è il doppio top tube che, in questo caso, chiamarlo tubo orizzontale è proprio fuori luogo! Questo doppio tubo parte dalla scatola dello sterzo e arriva diritto, come una schioppettata, al forcellino posteriore, senza toccare il “seat tube” che, anche in questo caso, sarebbe inopportuno chiamare tubo verticale, perché verticale non lo è affatto. Questo accorgimento permette di realizzare una sorta di unico lungo carro – al posto dei tradizionali due – garantendo una migliore rigidità laterale che, in alcune bici lunghe, con i carri ben distinti, tende a scemare, quando è stressata da carichi importanti. Certo, se si usa acciaio per carpenteria pesante a traliccio magari il problema non si presenta, ma si hanno diversi chili in più da portare a spasso senza contare che ne risente anche la trazione se si costruiscono due carri e si uniscono a traliccio. Questa del doppio tubo orizzontale mi è sembrata la soluzione meno impegnativa, più economica ed efficace da un punto di vista meccanico; devo dire che anche esteticamente non mi dispiace! Dal punto di vista degli ingombri i due tubi non danno nessun problema alla pedalata, visto il generoso movimento centrale da 120mm di larghezza usato. E’ una soluzione utilizzata per costruire le long tail in bambù di quel geniaccio di Calfee, trasferita in un materiale più resistente: alluminio; per precisione, i telaisti hanno scelto la lega 7020. Questa lega, leggera e resistente, ha permesso di abbattere il peso del telaio e, allo stesso tempo di avere un’ottima resistenza alle sollecitazioni, costa e pesa meno dell’acciaio e…Non arrugginisce…Che, per una bici che verrà trattata male, non è una cosa indifferente! Il telaio alloggia al posteriore un mozzo da 197mm con perno passante da 12mm, un movimento centrale da 120mm filettato per mc interni o a calotte, un tubo sterzo da 44mm per utilizzare indifferentemente forcelle col tubo diritto o conico. L’angolo sterzo non è molto aperto per permettere una ottima portabilità sullo sconnesso lento visto che è un mezzo pensato per portare molto peso e, con tanta roba dietro non si scende a palla! Tuttavia anche le discese veloci – a carico sui 15 kg – sullo scassato sono godibili vistà la grande stabilità regalata dalla lunghezza! Lunghezza che, tuttavia, non pregiudica la manovrabilità sullo stretto! Certo, non è una mtb raccolta ma è sorprendentemente maneggevole, considerata la stazza; imsomma, proprio da farci più che un giro!

Ardosa guada!

Anche per la forcella ho scelto l’alluminio; con le ruote giganti le vibrazioni trasmesse diminuiscono parecchio avvicinando il peso a una forka in carbonio e con una resistenza simile; anche in questo caso il costo e la facilità di manutenzione hanno avuto un peso!

Le ruote pure sono in alluminio! Cerchi Magnus Gipiemme, mozzi Novatech; montate in officina da Premier!

Per la trasmissione ho scelto una soluzione che mi ha sempre convinto; un buon vecchio 2X9! Ampio range di marcia a bassi costi di gestione: se la bici viene usata per quello che serve bisogna cambiar spesso le quasi due catene unite della trasmissione…Avete – no? – una idea di quanto vi possa costare un cambio catena doppia con una 11 v o 10v? Comunque c’è spazio per mettere anche un 10 o 11 velocità al posteriore, se avete tanto denaro da spendere in catene! Con un 2×9 con 20 euri cambi le 2 catene.

Tutto il resto della componentistica è stato acquistato in Cina, a prezzi bassi, valutando pedantemente il rapporto qualità prezzo; un esempio sono i freni meccanici replica dei mitici BB5 che sono costati una sciocchezza e che, con le pastiglie giuste (ho scelto le Soocent semimetalliche con supporto in alluminio), fanno il loro lavoro alla grande, raffreddandosi velocemente! Oppure i mozzi non brandizzati di un colosso Taiwanese presi a maggio in Katai : fanno il loro lavoro e pazienza se non sono rosa pallido, o viola anodizzati: non costano una fortuna, girano alla grande, durano, e questo basta: è un mezzo per lavorare sodo!

Un paragrafo apposito se lo meritano le appendici posteriori! Il lungo portapacchi integrato posteriore con tubi da 22mm offre tanto! Si possono alloggiare 4 borse stagne per le gite avventurose , oppure due bastini in alluminio (ancora in lavorazione) per portarci di tutto!

La bici, completa di borse, pesa meno di quelle sul mercato e costa la metà! Provata su tutti i terreni Ardosa ha mostrato una ottima guidabilità; si avvicina di più ad una MTB che ad una long tail come comportamento e agilità.

Ardosa curva!

Nei giorni scorsi ho provato il mezzo partecipando al Veneto Trail (quest’anno particolarmente duro); nei 550 km e nei 10.000 m di dislivello il mezzo ne ha prese di pappine, portando a casa i 10 kg di materiale integro tra cui: un ukulele e un pannello solare per caricare il power bank. Il mezzo si è mostrato al di sopra di ogni aspettativa. Certo! Non è una bici per andare veloci in salita ma per portare peso su e giù per sentieri va molto bene! Con le gomme a bassa pressione scende dovunque ma il suo terreno ideale sono le mulattiere scassate dove, in discesa, si vola!

Il mezzo, concepito e realizzato sotto il versante sud del Monte Grappa, prende il nome antico che gli abitanti di questa zona davano alla montagna : Ardosa, che condivide la stessa radice di “hard”.

Ardosa ascolta!

Per gli associati è possibile riprodurre il modello, che ha dimostrato di essere in grado di affrontare prove gravose,  ha dimostrato resistenza, e ottima propensione alla guida “fun”!

E’ possibile costruire solo il telaio base su misura o modificato per le esigenze dell’associato;

E’ possibile, con una cicloazione, realizzare un mezzo completo con montaggio custom.

Ciclo Azione APS promuove l’uso di mezzi a pedali e la salvaguardia di ogni singolo metro di terreno risparmiato dal cemento; Ardosa vuole essere un piccolo, concreto aiuto a una logica a noi cara: i mezzi devono adattarsi agli ambienti, non gli ambienti ai mezzi!

 

 

DETTAGLI mezzo  in foto

Jpeg
Prima prova  tra i boschi di Valli del Pasubio

Telaio: alluminio 7020, peso g.4100

Forcella: https://www.carboncycles.cc/?s=0&c=105&p=1664&tb=002

Ruote: cerchi GIPIEMME

mozzi NOVATEC

montaggio ruote CICLI PREMIER

pneumatici KENDA JUGGERNAUT 60 TPI WIRE

Valvole tubeless per moto

Trasmissione: 2 catene Sram PC971

Guarnitura perno 2 velocità (22 – 32 denti) ProWheel da 120mm

MC esterno BSA ProWheel

deragliatore ant.attacco diretto Microshift

adattatore per MC da 120mm in alluminio, provenienza sconosciuta ma penso Cina.

Pacco pignoni Sram 9v. usato

Deragliatore post. Sram X9 usato

Smanettini” Trigger Sram X9 usati

sterzo: Serie sterzo Risk (va alla grande e non si rischia! 🙂

pipa e manubrio Wake (nomi assurdi ma roba buona!:-)

seduta: Reggisella carbonio usato

Sella Net

freni: pinze meccaniche replica BB5

pastiglie semimetalliche con supporti in alluminio

rotori frlottanti da 180mm

leve freni FR5

Peso bici completa senza borse: 17 kg.

Con pneumatici Juggernaut Pro 26X4” 120 TPI il peso si riduce a 16,3 kg: per allestimento Trail e non per lavori di trasporto pesante sopra i 15 kg.

Carico massimo ancora da verificare (lasciatemela godere un po’!), fin ora c’ho portato 20 kg più il mio peso anche giù dal 105 (Monte Grappa) a tutta!  120 kg tra roba e me, e nessun problema! Per la bici!

Questa pagina sarà aggiornata non appena verrà completato il basto in alluminio!

Per info più dettagliate scrivete a cicloazione@gmail.com

Alessio Zago per Ciclo Azione APS

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