CicloQuotidianità

Tra il rosso e il giallo: le migliori maschere antismog in commercio.

Un filtro della Respro dopo tre mesi di utilizzo 1200km tra mussolente e Bassano, con puntate a Padova e Mestre.

Un filtro della Respro dopo tre mesi di utilizzo
1200km tra Mussolente e Bassano, con puntate a Padova e Mestre.OCCHIO ALLE POLVERI SOTTILI, OLTRE CHE AI BESTIONI!

bassanoIo che abito da poco da ste bande, quando vedo il vessillo cittadino sventolare sopra le torri so che mi trovo in una situazione di giallo…Se lo vedo immobile so che la situazione è decisamente rossa…Soprattutto se dovrò incrociare per Viale Venezia o mi troverò dalle parti del centro studi in orari di punta. Di che parlo? Di aria fritta! Quando va bene (giallo)!

A me, la bandiera giallo-rossa ricorda questo: vivo in una zona dove la qualità dell’aria che respiro varia da scadente a pessima.

E la situazione non sta migliorando, girano un sacco di diesel in più rispetto a qualche anno fa, nelle case ritornano stufe a legna che divorano in un sei mesi una biomassa che avrebbe accompagnatnato una famiglia per tutta una decade, solo andando indietro di due generazioni.

Per non parlare del resto.

Basta salire un po’ per il Grappa, in una giornata invernale di sole, e guardare in basso, a mezzogiorno, verso la grande pianura. Un giorno di questi ho incrociato in bici due signore che passeggiavano: “Varda che foschia in pianura!”, “No, signora, là xe tutta pòrcaria!”

Se giri per le statali; mica per diletto, la Domenica mattina alle otto, ma per andare al lavoro, fare la spesa e compiere tutti gli spostamenti che servono in questa vita da Cynar,  tutti i santi altri giorni, e quindi nei momenti di traffico, con furgoni in rianimazione e camion a nastro,  non ti servono i dati dei blandi difensori istituzionali dell’ambiente…capisci subito che la tua azione principale, in quel momento, è l’inalazione della spessa coltre di smog che ti circonda.

Non mi consola il fatto che comunque, all’aria aperta, respiro meno inquinanti di chi transita in scatola a motore: quel meno non significa aria buona, significa aria un po’ meno peggio ma sempre pessima.

Sono vent’anni che giro in bici per le strade della pianura più inquinata d’Europa e, scusate il pessimismo, ma non nutro molte speranze in una repentina inversione di tendenza; mi sono affidato anch’io al progresso scientifico, alla tecnologia che, oltre a sbalordirci con telefonini sempre più all’avanguardia e a studiare nel prossimo futuro auto di lusso con abitacolo pressurizzato, mette a disposizione del consumatore anche maschere antismog sempre più efficaci e leggere…un chiaro invito a mettersela via; fin che ce n’è , avanti così!

Dalle antidiluviane mascherine ai carboni attivi della 3M degli anni 90 sono passato alle maschere britanniche della Respro per scoprire, ultimamente, un gioiellino proveniente da Singapore, dal nome un po’ scemo ma dall’efficacia sorprendente: Totobobo.

Ora mi divido tra Respro e Totobobo e non mi so decidere definitivamente per l’una o l’altra.

Le Respro sono in Neoprene e all’interno hanno un filtro, sostituibile,  che può essere di diversi tipi; per avere una respirazione che non ti sembra di pedalare a 4000 metri bisogna, a mio avviso, sacrificare il filtraggio e buttarsi su soluzioni sportive  che bloccano “solo” la polvere e il particolato, almeno così dichiarano…già una gran cosa! La trovo molto comoda per il mio faccione, tiene calda l’aria all’interno, che è un gran vantaggio con il freddo ma una tortura d’Estate, e funziona con il principio delle valvole: quando inspiri le valvole si chiudono e l’aria passa attraverso il filtro, quando espiri la pressione apre le valvole e il fiato esce, ma non del tutto. La Respro è molto comoda per il suo sistema di chiusura a velcro molto resistente e durevole…Ideale per un uso on-off continuo. Ho provato anche i filtri migliori proposti dall’azienda ma li ho trovati molto faticosi e un po’ troppo rigidi; questo compromette l’adattabilità alla faccia, provocando degli interstizi che vanificano parzialmente o del tutto l’uso della maschera. Ora ho una Respro SportSta con un filtro ormai esausto che viaggia sul micron…buono direi. Bisognerebbe provare la nuova Cinqro, promettono, per questa maschera, risultati ancora migliore ma…di mezzo ci sta un trattamento chimico ai carboni attivi.

La Totobobo è in materiale plastico; ti sembra di metterti addosso una boiata da quanto è leggera ma una volta in azione ti accorgi che un vecchio detto Veneto, ormai in disuso sia nel parlato che in pratica,  funziona ancora, almeno dall’altra parte del mondo: “Co poco se fà tanto!”

Funziona al contrario della precedente: dove la Respro ha le valvole per l’espirazione, la Totobobo ha i filtri per l’inspirazione, quando inspiri, la pressione blocca la maschera sul viso e l’aria passa solo attraverso i filtri, quando espiri la maschera subisce una pressione contraria, si stacca leggermente dal volto e tutta l’aria esce all’esterno. Funziona! Per l’inverno non è il massimo – l’aria cambia rapidamente all’interno della maschera e non fa tempo a scaldarsi per bene – ma, penso, che con il caldo sarà ottima. L’allacciamento della Totobobo è più macchinoso e in un uso urbano, dove metti e togli spesso, ti fa perdere più tempo; d’altra parte c’è da dire che la Totobobo è una naschera per tutti gli usi: ha un potere di filtraggio molto più elevato e può essere utilizzata anche come profilassi in svariati ambienti insalubri perchè, se usata correttamente, ferma nanoparticelle fino ai 2,5 micron.

I filtri sono piccoli, sottili e funzionano perché caricati elettrostaticamente: da un punto di vista dell’impatto ambientale sicuramente una Totobobo porta a risultati ottimi con una impronta ecologica di produzione molto bassa. Forse la Respro ha una impronta ecologica più elevata ma, suvvia, per entrambe vale il fatto che, forse, ne devi acquistare cento per pareggiare l’impronta ecologica di un pneumatico nuovo!

Torniamo al discorso aria calda/aria fredda. Il vantaggio di avere una maschera che scalda parecchio l’aria che respiri sta tutto nel fatto che arrivi al lavoro, e in altri ambienti affollati, con i polmoni caldi e quindi meno stressati dal punto di vista immunitario. Quando abitavo in montagna e andavo al lavoro a piedi non mettevo di certo la maschera ma prendevo più spesso raffreddori nella stagione fredda, qui, dove uso la maschera regolarmente ne prendo molti di meno…Lo so, è una battuta empirica la mia…comunque continuo ad usare la maschera per andare al lavoro, anche quando piove e i raffreddori sono diminuiti.

Ho provato anche una via di mezzo molto meno costosa, acquistando una imitazione della Respro in Cina ( praticamente la struttura della maschera in neoprene è la stessa anche se più sottile, il velcro un pò meno buono, le valvole e il filtro poco efficaci ma, cambiando il filtro e le valvole e mettendo le originali,  il risultato è paragonabile a quello della concorrente Inglese, con un risparmio di circa 20 $…resta da considerare che le Respro sono tuttavia più resistenti, confortevoli e belle.

Alla fine penso che sia opportuno avere una Respro e una Totobobo se si viaggia in bici tutti i giorni, in ambiente trafficato; la prima per i periodi freddi, la seconda per tutto le altre condizioni, dal fresco al caldo feroce: se si vuole utilizzare una sola maschera penso che la Totobobo sia la soluzione migliore…Aspettando che il traffico diminuisca.

Se pensate di prendere una di queste maschere, prima contattateci, potremo fare un piccolo acquisto di gruppo per abbattere il prezzo!

Se ne usate e ne conoscete altre fatecelo sapere!

Grazie per l’attenzione.

link:

Respro Sportsta

Totobobo

Totobobo in Italiano

Maschere no brand adattabili con filtri Respro

Mascherina e confezione di filtri della Totobobo.

Mascherina e confezione di filtri della Totobobo.

Condizioni del filtro destro dopo 5 giorni di utilizzo tra Bassano e Mussolente (100 km percorsi, circa)

Condizioni del filtro destro dopo 10 giorni di utilizzo tra Bassano e Mussolente (200 km percorsi, circa) .

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10 thoughts on “Tra il rosso e il giallo: le migliori maschere antismog in commercio.

  1. Ciao
    sapresti dirmi che durata hanno le maschere i filtri delle maschere totobobo?
    i vari modelli earloop o classic hanno la copertura anche per il naso?
    perché nei vari punti vendita su internet la cosa non è chiarissima
    Grazie mille

    • Ciao, grazie per il tuo intervento! Ho la maschera da più di un anno,la uso di brutto e tiene botta alla grande. I filtri mi durano per circa 100km di strade trafficate…a volte più,a volte meno dipende dalle condizioni. Il modello earloop copre il naso e si ferma attorno alle orecchie; io preferisco il modello che si ferma attorno alla nuca. Poi c’è il modello sport che copre solo la bocca…Non l’ho mai provato….Non saprei dirti…Io preferisco proteggere bocca e naso….Forse andrebbe meglio per il periodo estivo. È una maschera molto leggera che protegge realmente! Per questi periodi di freddo uso la sportsta di respro, ma è più faticosa anche se scalda meglio l’aria che respiri.

      • ciao, si intendevo i filtri della totobobo. ma nel frattempo ho trovato, dal loro sito fr o uk, solo che sto leggendo che per chi (come me) ha la barba, la maschera antismog serve a poco visto che non aderisce perfettamente al viso… :\ vedremo! grazie comunque

  2. Ciao, articolo molto utile, grazie mille. Ho visto che in commercio si trovano anche dei filtri nasali, che da alcuni commenti sembrano piu’ efficaci delle mascherine e piu’ comodi da indossare in bicicletta. Potrei sapere cosa ne pensi? Grazie!

    • Ciao, Non li conosco, ultimamente uso mascherine mediche ai carboni attivi usa e getta. Potresti dare qualche link? Grazie!

  3. Ciao, scusa il ritardo. Questi due articoli, ma trovi anche commenti qua e la’ su internet:
    http://www.rivistabc.com/mascherine-antismog-servono-poco/
    http://www.meteo.it/articolo/speciali-filtri-nasali-anti-smog-sono-stati-dati-in-prova-a-240-agenti-della-polizia-di-shanghai-1498.shtml
    L’azienda è questa
    http://www.sanispira.it/filtri-nasali.html
    Da neofita, l’idea mi pare buona, ma non so se e’ realmente efficace o se sia solo una trovata pubblicitaria.

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